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Apprendimento Motorio

Dagli schemi motori alle tecniche sportive.

Le tecniche sportive sono eventi motori più o meno complessi organizzati e strutturati in modo razionale attraverso i quali l’atleta esprime  la soggettiva capacità di adattare la risposta motoria alle caratteristiche degli attrezzi, dei materiali sportivi, degli avversari, delle regole sportive, ecc..

Sono sostanzialmente abilità motorie specializzate e rappresentano l’aspetto più evoluto dell’apprendimento motorio. La facilità e la qualità dell’acquisizione di queste abilità dipendono dal bagaglio di esperienze che accompagnano lo sviluppo motorio del bambino durante tutto l’arco di vita che va dalla nascita all’adolescenza.

Caratterizzato da una maturazione continua e progressiva del  sistema neuromuscolare e, dal punto di vista motorio da diversi cambiamenti evolutivi, che vanno dai movimenti più semplici (riflessi) a quelli sempre più precisi controllati cognitivamente, lo sviluppo motorio non è solo un fattore naturale e spontaneo ma un processo che si realizza attraverso una costante interazione con l’ambiente.

La maturazione  neuromuscolare rappresenta il potenziale essenziale per lo sviluppo delle abilità motorie, mentre le esperienze ambientali sono la condizione affinché il potenziale motorio individuale esistente dalla nascita venga, attraverso attività spontanee, ludiche e intenzionali, assecondato e potenziato.
Man mano che si compiono i processi di maturazione neuromuscolare, lo sviluppo risente sempre più dell’influenza dell’ambiente, tanto che se il bambino non mette in pratica gli schemi motori di base quando il sistema nervoso è maturo per esercitarli, questi tarderanno a compiersi e potrebbero anche non raggiungere il loro completo potenziale.
Quindi, determinati apprendimenti motori per attuarsi in modo qualitativamente e quantitativamente migliore, devono essere esercitati quando si è raggiunto il livello di maturazione appropriato; d’altro canto è inefficace anticipare l’apprendimento di alcune abilità prima che il bambino sia pronto sul piano della maturazione.

Sono principalmente le esperienze dei primi anni di vita a determinare la costruzione della motricità del bambino, pertanto, in tal senso assumono significativa rilevanza gli stimoli che derivano dall’ambiente, dalla scuola e dalla famiglia; purtroppo oggi le restrizioni dell’eccessiva urbanizzazione unitamente ai cambiamenti socio-culturali (i bambini non sono più i padroni delle strade e delle piazze), la scarsa attività motoria nella scuola e la dipendenza dalle tecnologie spesso influenzano in modo negativo il grado di evoluzione del patrimonio motorio di base indispensabile per lo sviluppo delle capacità coordinative e per l’acquisizione delle abilità tecnico-sportive.

Le modificazioni e gli apprendimenti che avvengono nel corso dei primissimi anni di vita sono le più marcate e significative, e rappresentano sicuramente le basi per i cambiamenti che avverranno anche nelle fasi successive. In questa fase il bambino passa da una motricità caotica aposturale, alla capacità di provvedere alle richieste antigravitarie e alla deambulazione, dal riflesso prensorio palmare all’uso funzionale della mano.
Verso i 3 anni si completa la mielinizzazione con controllo sempre più preciso dei vari movimenti, grazie al consolidamento della prensione e della deambulazione migliora l’attività esplorativa e si sviluppa la capacità  di combinazione di due schemi (camminare o correre e calciare o lanciare); inizia a svilupparsi la percezione del corpo e delle sue parti nelle specifiche posizioni. La  strutturazione sensoriale in evoluzione dai 3 ai 6 anni ne giustifica la denominazione di  “periodo del corpo percepito”.
Dai 6 agli 11 anni si distinguono due fasi di accrescimento somatico:
  • aumento di statura Proceritas  intorno ai 6-7 anni;
  • Aumento ponderale Turgor dagli 8-11 anni

Nella fase di proceritas (6-7 anni) si registra una sufficiente coordinazione neuro-motoria, l’affermazione della lateralità, un buon equilibrio statico dinamico e una varietà di schemi motori anche se non c’è ancora la capacita del controllo cinestesico interno del movimento.

La fase di turgor (8-11) anni viene detta Età d’Oro dell’apprendimento motorio, in quanto le strutture fisiologiche, cognitive e psicologiche sono favorevoli allo sviluppo motorio. L’aumento della forza muscolare e il miglioramento della funzione cardiocircolatoria e respiratoria sono assecondati dalla coordinazione neuro-motoria più affinata e dalla strutturazione quasi completa dell’immagine corporea; si evidenzia, inoltre, una varietà di schemi motori che possono essere combinati per sequenze motorie più complesse e lunghe.

Pubertà e adolescenza

La pubertà è caratterizzata da modificazioni della sfera sessuale, da un aumento di peso e da una crescita in altezza (proceritas II) che, se troppo rapida può provocare delle alterazioni della coordinazione acquisita nel periodo precedente con riflessi sull’apprendimento motorio.

Superata questa fase ci sono tutte le condizioni favorevoli per intraprendere progressivamente allenamenti più lunghi e intensi e più specifici ai singoli sport.

In tutto questo periodo evolutivo si articola il processo di Apprendimento Motorio che può essere definito come la “capacità di acquisire, di perfezionare, consolidare e utilizzare le abilità motorie”.

Presupposto essenziale affinché si realizzi l’apprendimento motorio è lo sviluppo del sistema senso-motorio o senso-percettivo, cioè la capacità del corpo umano di ricevere le informazioni sensoriali provenienti dagli “organi informatori”, di elaborarle in modo da determinare la risposta motoria più appropriata. Quindi: le informazioni visive, le più usate in campo motorio, saranno determinanti nelle fasi di apprendimento per costruirsi un modello di riferimento (apprendimento per imitazione), ma anche per analizzare ciò che avviene nell’ambiente come stimare distanze, direzioni, traiettorie, azioni dei compagni o degli avversari, ecc.; le informazioni sul movimento e sull’equilibrio, fornite rispettivamente dagli analizzatori cinestesici (muscoli) e vestibolari (orecchio interno), saranno necessarie per correggere o modificare il movimento in fase di esecuzione; l’analizzatore acustico permetterà di percepire suoni e rumori o di cogliere un ritmo esterno ed incorporarlo nel proprio movimento, mentre l’analizzatore tattile sarà significativo nelle discipline nelle quali è importante il controllo di un attrezzo, ma anche negli sport di contatto fisico (lotta).

Da ciò si evince che il movimento, ad eccezione di quello riflesso, richiede l’intervento del sistema nervoso in una serie di operazioni che dipendono dalla cooperazione di 4 sistemi funzionali e ha nella contrazione muscolare l’ultima espressione di questo processo complesso: Sistema Percettivo, Sistema Elaborativo, Sistema Effettore e Sistema di Controllo (Feedback)
In senso assoluto, l’apprendimento motorio è elevato nel periodo evolutivo, aumenta con l’esercizio e regredisce nell’età adulta. Si sviluppa in tre fasi:
  • stadio della coordinazione grezza in cui si acquisiscono i movimenti che si presentano in  forma grossolana, non rifiniti (comprensione globale), sia che si tratti di apprendimento infantile o di adulti nel caso di un gesto atletico o semplicemente di un movimento nuovo.
  • Stadio della coordinazione fine in cui i movimenti, attraverso la ripetizione, diventano sempre più disinvolti, precisi e fluidi privi di contrazioni associate.
  • Stadio della disponibilità variabile quando i movimenti, perfezionati e automatizzati, sono utilizzati in contesti diversi.
Inizia con i giochi e le attività spontanee, per mezzo dei quali si strutturano le prime forme globali ed elementari del movimento: camminare, correre, saltare, afferrare, lanciare, rotolare, strisciare…
Queste azioni vengono dette “schemi motori di base”, il loro apprendimento avviene per stadi e divenendo presto automatici consentono lo sviluppo delle capacità condizionali e coordinative ossia i requisiti indispensabili per l’apprendimento e l’esecuzione delle azioni motorie sportive sia elementari che di elevata complessità. Le capacità condizionali, forza, velocità e resistenza, rappresentano la condizione organico-muscolare del movimento, mentre le capacità coordinative, espressione del sistema nervoso centrale, permettono di organizzare, regolare e controllare il movimento rendendolo fluido ed economico anche in condizioni sfavorevoli.
L’interazione delle “capacità motorie” permette l’acquisizione delle “abilità motorie generali” e successivamente attraverso l’allenamento le “competenze motorie specializzate”, ossia le “tecniche Sportive”.

 

Salvin